FESTIVAL

Un Festival per vivere la luce nelle sue più varie forme: reali e metaforiche, prodotte dalla natura e dal lavoro della mente e delle mani dell’uomo.



Bulb Festival è un’iniziativa che vuole mettere al centro della scena le luci e i linguaggi dell’audiovisivo. Il progetto nasce dalla volontà di costituire un momento di libera espressione per gli artisti emergenti nell’ambito dell’arte visiva. Protagonisti saranno gli artisti che risponderanno “alla chiamata” partecipando con giochi di luce, installazioni luminose, videoproiezioni.

La volontà di dedicare uno spazio a questa tipologia di manifestazione artistica nasce dall’attenzione rispetto ad un movimento che sta acquistando sempre maggiore valore e solidità in Italia così come all’estero. A dimostrare questo andamento sono gli eventi che in questo contesto stanno nascendo, si pensi alla Fete des Lumières di Lione, al croato Festival Visualia e all’olandese Byob, al GlowFestival di Ostuni...

L’intento è quello di coinvolgere una vasta gamma di gruppi artistici nazionali e internazionali che, così come accade in festival analoghi, cresceranno di edizione in edizione. 

Il Chiostro di Santa Maria di Castello

La chiesa di Santa Maria di Castello, adiacente all’ostello, risale, così come oggi si presenta, al XV secolo e fonde nella sua struttura stili di epoche diverse, come quello tardo – romanico della costruzione con il portale rinascimentale e, al suo interno, diverse opere di epoche successive (il crocefisso, l’altare, la fonte battesimale, la sacrestia). La chiesa, elevata nel 1629 alla dignità di abbazia, fu parrocchia affidata al clero secolare. Nel 1805, durante l’occupazione francese, il convento fu trasformato in magazzino militare. L’edificio presenta uno stile romanico-gotico e un portale Rinascimentale. L’interno è composto da tre navate con copertura di volte a crociera. La Chiesa conserva una scultura cinquecentesca rappresentante la Deposizione, realizzata in terracotta policroma, sono inoltre presenti un coro seicentesco in legno e una lapide trecentesca appartenente a Federico Dal Pozzo. Molto importante anche il convento adiacente, dove oggi sono situati i locali dell’ostello, affidato prima ai Padri Somaschi e successivamente alle Suore di Carità. Nel Risorgimento Italiano fu utilizzato come caserma e come reparto ospedaliero durante le epidemie in cui venivano isolati malati contagiosi. Di proprietà del Demanio a partire dal 1866 fu destinato in parte ad accogliere magazzini, prigioni e corpi di guardia. Durante la prima guerra mondiale fu utilizzato insieme a parte della chiesa come deposito di generi di monopolio.
Successivamente alla fine della grande guerra il convento diventò sede dell’istituto Nazionale Orfani di Guerra e in seguito, affidato alle Suore Salesiane, ospitò una scuola.


Il Borgo Rovereto

Precedentemente alla nascita di Alessandria, attorno al borgo Rovereto si erano accentrati vari villaggi fra i quali Borgoglio e Bergoglio. Il borgo di Rovereto (castrum roboreti) era circondato da mura che difendevano il castello e le abitazioni e costituiva il tipico borgo medievale. Pare che il nome di Rovereto derivasse dai numerosi boschi di rovere che circondavano il Borgo. All’interno di esso sorgeva, e sorge ancora, la chiesa di Santa Maria di Castello. Di fronte al castello di Rovereto, oltre al Tanaro, dove oggi c’è la Cittadella, si estendeva un centro agricolo chiamato Borgoglio, già collegato con un ponte sul fiume, consolidato e reso più robusto nel tempo e recentemente abbattuto. 
Rovereto doveva essere un deposito delle merci che arrivavano da Genova ed erano poi destinate alle terre confinanti. Molti abitanti dei territori vicini (Marengo, Villa del Foro, Solero, Oviglio, Quargnento, Borgoglio) vedendo tanto traffico e denaro, vennero a stabilirsi a Rovereto che diventò un borgo fiorente e unito contro le prepotenze dei feudatari vicini. Sorse così il 3 maggio 1168 la Cittanova che ben presto si chiamerà Alessandria in onore del papa Alessandro III. Dopo l’alluvione del 1994 Borgo Rovereto è sede di una importante festa, che si tiene durante un weekend di Maggio, voluta dagli abitanti stessi come simbolo della rinascita della città; i cortili dell’antico borgo si aprono per ospitare concerti, mostre, letture e le vie si riempiono di bancarelle, teatranti e musicisti.